Partendo dal pensiero di alcuni tra i più rilevanti interpreti del progetto di architettura e del disegno del paesaggio del Novecento, la riflessione sul concetto di “quarta natura” intrapresa da Barbara Boifava prende le mosse dall’indagine di una moderna dimensione urbana riconosciuta nella ville verte di Le Corbusier, nella cidade parque di Roberto Burle Marx e nella granite forest messa in scena da Lawrence Halprin. Il racconto tracciato attraverso le opere di queste tre figure fondamentali nella progettazione del paesaggio urbano moderno evidenzia la necessità di ri-considerare il diritto della natura alla città. La scena urbana diventa così il campo di sperimentazione di approcci fortemente innovativi che evocano consolidati processi naturali, convalidando riflessioni formali e ideologiche dal profondo significato ecologico. Gli spazi aperti decostruiti permettono di far emergere i riflessi delle pratiche, dei desideri, dei valori di un’esperienza del paesaggio urbano, declinato a diverse scale e con materiali differenti, resa tangibile attraverso specifiche realtà naturali e nuovi registri sensoriali.
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