GIARDINO IN MOVIMENTO SU GIARDINO ITALIANO 12
Progetto di Anna Scaravella. Testo di Bartolomeo Sala.
Foto di Matteo Carassale
Tra l’equilibrio delle geometrie razionaliste e l’impeto indomito della macchia mediterranea, questo giardino elbano, progettato da Anna Scaravella, si configura come un raffinato esercizio di sintesi tra artificio e natura, un dialogo paesaggistico che rievoca le antiche tensioni tra controllo formale e libertà vegetale. Intorno alla villa modernista, l’ordine si manifesta in parterres e siepi scolpite, reminiscenze di un giardino all’italiana trasposto nel lessico contemporaneo. Ma è nel progressivo dissolversi delle forme che si svela il cuore pulsante del progetto: un “giardino in movimento”, erede ideale delle visioni di Gilles Clément, dove lentischi, eriche e corbezzoli riscrivono il disegno umano e lo restituiscono al respiro profondo del paesaggio mediterraneo.
Qui, fra tronchi contorti e sentieri sinuosi, si compone un paesaggio ecologico e visionario dove il giardino non è più oggetto da contemplare ma organismo vivente, in continua metamorfosi, in cui l’uomo abita in punta di piedi, come ospite consapevole di una natura sovrana.




