RIPORTARE LA NATURA NELLA NOSTRA VITA – STRATEGIA PER LA BIODIVERSITÀ 2030

PARLAMENTO EUROPEO – RISOLUZIONE 2273:
Riportare la natura nella nostra vita

Tutela della biodiversità, soluzioni basate sulla natura, forestazione urbana e incremento di soluzioni tecniche come i tetti verdi: questi sono solo alcuni dei punti salienti dell’importante quanto ambiziosa Risoluzione 2273 dal titolo “Riportare la natura nella nostra vita (2020/2273(INI))” approvata nella seduta di ieri, dal Parlamento Europeo. Nei suoi 198 punti e nello Stato attuale della biodiversità, la Risoluzione 2273 affronta le questioni salienti di un cambiamento che, se pur ambizioso, era atteso da tempo: in particolare questo atto osserva che tra le cause alla base delle pandemie figurano gli stessi cambiamenti ambientali globali che determinano la perdita di biodiversità e i cambiamenti climatici, quali la variazione della destinazione dei terreni e il commercio e il consumo legale e illegale di specie selvatiche. Inoltre, sottolinea che il rischio di pandemia può essere notevolmente ridotto limitando le attività umane che favoriscono la perdita di biodiversità e che il costo stimato della riduzione dei rischi di pandemie è 100 volte inferiore rispetto al costo della risposta a esse.

La Risoluzione sostiene ulteriormente “con forza” gli obiettivi di proteggere almeno il 30 % delle aree marine e terrestri dell’Unione, che includono una gamma diversificata di ecosistemi quali foreste, zone umide, torbiere, pascoli ed ecosistemi costieri, e di sottoporre a protezione rigorosa almeno il 10 % delle aree marine e terrestri dell’UE. Inoltre, sottolinea l’importanza di rafforzare la gestione sostenibile delle foreste in modo equilibrato per la salute, la resilienza ai cambiamenti climatici e la longevità degli ecosistemi forestali e per la preservazione del ruolo multifunzionale delle foreste, compreso il mantenimento della biodiversità forestale, nonché per il conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) e l’attuazione del Green Deal europeo; sottolinea, anche, che le aree urbane verdi e le infrastrutture verdi possono fornire servizi ecosistemici a sostegno della biodiversità e contribuire al benessere fisico e mentale della popolazione.

Inoltre, la Risoluzione supporta l’intenzione della Commissione di istituire una piattaforma dell’UE per l’inverdimento urbano; invita la Commissione a fissare obiettivi vincolanti specifici e ambiziosi in materia di biodiversità urbana, soluzioni basate sulla natura, approcci basati sugli ecosistemi e infrastrutture verdi, che vadano a beneficio sia degli esseri umani che delle specie selvatiche e che contribuiscano agli obiettivi generali in materia di biodiversità, sottolineando la necessità di includere misure quali una quota minima di tetti verdi nei nuovi edifici, il sostegno all’agricoltura urbana, compreso, se del caso, l’uso di alberi da frutto, garantendo che non siano utilizzati pesticidi chimici e riducendo l’uso di fertilizzanti nelle aree verdi urbane dell’UE, aumentando il numero di spazi verdi in funzione del numero di abitanti, affrontando nel contempo le disuguaglianze nell’accesso agli spazi verdi; invita la Commissione e gli Stati membri a ampliare i corridoi ecologici terrestri e marini nelle zone urbane, anche sviluppando una rete transeuropea delle infrastrutture verdi (TEN-G) collegata alla rete naturalistica transeuropea (TEN-N).

Oltre a ciò, la Risoluzione esprime preoccupazione per il fatto che la maggior parte delle varietà di specie terrestri diminuirà significativamente in uno scenario di riscaldamento globale caratterizzato da un aumento della temperatura compreso tra 1,5 e 2° C e che le specie marine saranno ugualmente minacciate, soprattutto perché tali aumenti di temperatura saranno molto probabilmente superati con le traiettorie attuali; ribadisce pertanto la necessità di aumentare significativamente le ambizioni dell’UE, dando priorità alle soluzioni basate sulla natura e agli approcci basati sugli ecosistemi nel raggiungimento degli obiettivi di mitigazione dei cambiamenti climatici e nelle strategie di adattamento, e di aumentare la protezione dei pozzi naturali di assorbimento del carbonio terrestri e marini nell’UE come misura complementare alla riduzione delle emissioni di gas serra. Sottolinea, inoltre, sottolinea che l’espressione “soluzioni basate sulla natura” dovrebbe essere meglio definita e che tale definizione dovrebbe garantire che la biodiversità e l’integrità dell’ecosistema non siano compromesse, chiedendo pertanto che venga sviluppata una definizione più chiara a livello dell’UE, nonché linee guida e strumenti sull’uso di soluzioni basate sulla natura al fine di massimizzare la connettività della natura nonché i benefici e le sinergie tra la conservazione della biodiversità e la mitigazione dei cambiamenti climatici e l’adattamento agli stessi. Infine, la Risoluzione 2273 osserva che le soluzioni basate sulla natura sono ancora assenti in molte strategie nazionali per il clima; ritiene, infatti, che una piattaforma multipartecipativa sulle soluzioni basate sulla natura potrebbe contribuire a rafforzare le sinergie tra le convenzioni internazionali multilaterali sulla biodiversità e il cambiamento climatico e sostenere il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Scopri qui il testo completo della Risoluzione del Parlamento europeo del 9 giugno 2021 sulla strategia dell’UE sulla biodiversità per il 2030 – Riportare la natura nella nostra vita (2020/2273(INI))

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